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  • Watched the sun set and the moon rise from inside these coliseum walls whilst listening to the Italian Opera 🙏🏼🔥 It was pretty surreal to sit on rock seats made in 30 AD! The rock even kept the heat of the day in them till midnight!! 🙌🏼🌙 (*VLOG of this day is up on my channel) 🎥
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    @parsl3y

    Verona, Italy

    Watched the sun set and the moon rise from inside these coliseum walls whilst listening to the Italian Opera 🙏🏼🔥 It was pretty surreal to sit on rock seats made in 30 AD! The rock even kept the heat of the day in them till midnight!! 🙌🏼🌙 (*VLOG of this day is up on my channel) 🎥

  •  11  1  10 minutes ago

Top #italy_vacations Posts

  • 📷 @larita.sarta
📍#Venezia
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I tre palazzi che compongono l'albergo risalgono al 14°, 19° e 20° secolo: Palazzo Dandolo in stile gotico veneziano, un tempo dimora della nobile famiglia Dandolo; Palazzo Casa Nuova, in precedenza tesoro della città; e Palazzo Danieli Excelsior, ridisegnato da Jacques Garcia, e dotato di camere con balconi che si affacciano sulla laguna sui suoi piani superiori.
L'intreccio di questi tre palazzi ospita una ricca collezione di arte e di antiquariato prezioso rimangono a testimonianza della storia dell'hotel e della città. Abilmente combinati con comfort moderni, per soddisfare le esigenze e le aspettative dei sofisticati e colti viaggiatori del mondo.
I Committenti furono i Dandolo, nobile famiglia veneziana che vantava ben quattro Dogi nel suo albero genealogico. All'epoca il palazzo emerse dalle cronache come uno tra i più sfarzosi e riccamente decorati palazzi della città, sede di un'intensa vita mondana.
Nel 1822 Giuseppe Dal Niel, soprannominato "Danieli", prese in affitto il secondo piano del Palazzo Dandolo, trasformandolo in hotel. Luogo straordinario di incontri e centro cosmopolita, venne sottoposto ad un accurato e radicale restauro.
Nel 1895 l'hotel cambia nuovamente proprietario e subisce un nuovo restauro. Il palazzo adiacente a Palazzo Dandolo viene inoltre annesso all'hotel e collegato tramite uno stupendo ponte sospeso tra i due piani.
Il 17 marzo del 1906 la Compagnia Italiana Grandi Alberghi entra in possesso dell'Hotel Royal Danieli. I lavori di restauro vengono curati dal noto architetto Francesco Marsich. Tra i 1946 ed il 1948 ha luogo l'ultimo intervento strutturale che porterà l'Hotel Danieli all'attuale assetto.
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    Venice, Italy

    📷 @larita.sarta
    📍 #Venezia

    I tre palazzi che compongono l'albergo risalgono al 14°, 19° e 20° secolo: Palazzo Dandolo in stile gotico veneziano, un tempo dimora della nobile famiglia Dandolo; Palazzo Casa Nuova, in precedenza tesoro della città; e Palazzo Danieli Excelsior, ridisegnato da Jacques Garcia, e dotato di camere con balconi che si affacciano sulla laguna sui suoi piani superiori.
    L'intreccio di questi tre palazzi ospita una ricca collezione di arte e di antiquariato prezioso rimangono a testimonianza della storia dell'hotel e della città. Abilmente combinati con comfort moderni, per soddisfare le esigenze e le aspettative dei sofisticati e colti viaggiatori del mondo.
    I Committenti furono i Dandolo, nobile famiglia veneziana che vantava ben quattro Dogi nel suo albero genealogico. All'epoca il palazzo emerse dalle cronache come uno tra i più sfarzosi e riccamente decorati palazzi della città, sede di un'intensa vita mondana.
    Nel 1822 Giuseppe Dal Niel, soprannominato "Danieli", prese in affitto il secondo piano del Palazzo Dandolo, trasformandolo in hotel. Luogo straordinario di incontri e centro cosmopolita, venne sottoposto ad un accurato e radicale restauro.
    Nel 1895 l'hotel cambia nuovamente proprietario e subisce un nuovo restauro. Il palazzo adiacente a Palazzo Dandolo viene inoltre annesso all'hotel e collegato tramite uno stupendo ponte sospeso tra i due piani.
    Il 17 marzo del 1906 la Compagnia Italiana Grandi Alberghi entra in possesso dell'Hotel Royal Danieli. I lavori di restauro vengono curati dal noto architetto Francesco Marsich. Tra i 1946 ed il 1948 ha luogo l'ultimo intervento strutturale che porterà l'Hotel Danieli all'attuale assetto.

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  •  16,139  71  11 hours ago
  • 📷 @makemake_rc
📍 #Firenze
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Ponte Vecchio è uno dei simboli di Firenze, luogo obbligatorio per le foto ricordo dei turisti che visitano questa splendida città. Fu il primo e il più antico ponte di Firenze che attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto. Ponte Vecchio è sopravvissuto ad eventi disastrosi di ogni tipo: la prima costruzione, in legno, risale all’epoca romana, ma fu più volte danneggiata da incendi e alluvioni, come quella tragica del 1933. Poi, nel 1345 il ponte fu ricostruito da Taddeo Gaddi discepolo di Giotto, su tre archi, più profondi e resistenti alla furia dell’acqua. Si racconta che durante la seconda guerra mondiale, la sua bellezza abbia colpito anche Hitler e proprio per questo, fu l’unico ponte di Firenze a non essere bombardato dai tedeschi nel 1944.
Prima di raggiungere lo splendore e la fama per cui oggi è conosciuto, Ponte Vecchio, è stato il ponte dei macellai e dei verdurai. L’autorità cittadina, infatti, impose ai beccai (macellai) di riunirsi nelle botteghe sul ponte per salvaguardare la pulizia delle abitazioni del centro ed eliminare, in questo modo, gli odori e gli scarti delle carni che dalle strade venivano trasportate fino all’Arno. Quando venne costruito il Corridoio Vasariano (1565) sopra il ponte, le botteghe vennero considerate inopportune e si decise (1593) lo sfratto dei macellai per concederle agli artigiani e agli orafi noto in tutto il mondo. Infatti, proprio in onore dell’oreficeria, fu posto nella terrazza in mezzo al ponte una fontanella con il busto del grande maestro Benvenuto Cellini, il più grande orafo fiorentino, opera dello scultore Raffaello Romanelli.
Le botteghe di Ponte Vecchio si affacciano tutte sul passaggio centrale e ognuna ha un retrobottega costruito a sbalzo sul fiume, che a guardarlo dall’esterno, sembra quasi cadere in acqua. Il luccichio di oro e pietre preziose attrae gli occhi dei turisti e le tasche di quelli più ricchi. Al centro del ponte le botteghe si interrompono con due terrazze panoramiche: quella orientale è sormontata dal celebre “corridoio Vasariano”, mentre l’altra ospita il monumento di Benvenuto Cellini, il più famoso orafo fiorentino.
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    Firenze, Tuscany, Italy

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    📍 #Firenze

    Ponte Vecchio è uno dei simboli di Firenze, luogo obbligatorio per le foto ricordo dei turisti che visitano questa splendida città. Fu il primo e il più antico ponte di Firenze che attraversa il fiume Arno nel suo punto più stretto. Ponte Vecchio è sopravvissuto ad eventi disastrosi di ogni tipo: la prima costruzione, in legno, risale all’epoca romana, ma fu più volte danneggiata da incendi e alluvioni, come quella tragica del 1933. Poi, nel 1345 il ponte fu ricostruito da Taddeo Gaddi discepolo di Giotto, su tre archi, più profondi e resistenti alla furia dell’acqua. Si racconta che durante la seconda guerra mondiale, la sua bellezza abbia colpito anche Hitler e proprio per questo, fu l’unico ponte di Firenze a non essere bombardato dai tedeschi nel 1944.
    Prima di raggiungere lo splendore e la fama per cui oggi è conosciuto, Ponte Vecchio, è stato il ponte dei macellai e dei verdurai. L’autorità cittadina, infatti, impose ai beccai (macellai) di riunirsi nelle botteghe sul ponte per salvaguardare la pulizia delle abitazioni del centro ed eliminare, in questo modo, gli odori e gli scarti delle carni che dalle strade venivano trasportate fino all’Arno. Quando venne costruito il Corridoio Vasariano (1565) sopra il ponte, le botteghe vennero considerate inopportune e si decise (1593) lo sfratto dei macellai per concederle agli artigiani e agli orafi noto in tutto il mondo. Infatti, proprio in onore dell’oreficeria, fu posto nella terrazza in mezzo al ponte una fontanella con il busto del grande maestro Benvenuto Cellini, il più grande orafo fiorentino, opera dello scultore Raffaello Romanelli.
    Le botteghe di Ponte Vecchio si affacciano tutte sul passaggio centrale e ognuna ha un retrobottega costruito a sbalzo sul fiume, che a guardarlo dall’esterno, sembra quasi cadere in acqua. Il luccichio di oro e pietre preziose attrae gli occhi dei turisti e le tasche di quelli più ricchi. Al centro del ponte le botteghe si interrompono con due terrazze panoramiche: quella orientale è sormontata dal celebre “corridoio Vasariano”, mentre l’altra ospita il monumento di Benvenuto Cellini, il più famoso orafo fiorentino.

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  •  14,972  46  12 hours ago
  • 📷 @daniela2chic
📍#Sirmione
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Conosciuta da tutti come “la perla delle isole e delle penisole” grazie a Catullo, Sirmione è località rinomata per le note proprietà curative della sua acqua termale. Posta sulla sponda meridionale del Lago di Garda, in corrispondenza di una lunga e sottile penisola che divide i golfi di Desenzano e Peschiera, Sirmione gode di ampia fama grazie a scrittori come Catullo, Stendhal, Lawrence e Goethe che ne hanno celebrato nei loro scritti le bellezze artistiche e ambientali. Ricordata come "Mansio" (insieme di edifici pubblici sottoposti ad un decurione), dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Sirmione divenne parte del regno longobardo e, nel corso del XII secolo, ebbe una propria amministrazione dipendente da Verona. Durante la signoria Scaligera, nel sec. XIII, venne cinta da mura e munita dell’imponente Rocca, per poi passare a Venezia nel sec. XV. 
Oltre ad ospitare un centro termale di livello internazionale, offre un ricco patrimonio storico e artistico, che comprende i resti di un’antica villa romana della prima età imperiale, altrimenti nota come le Grotte di Catullo, la Rocca Scaligera e la chiesa di S. Pietro in Mavino, risalente all’VIII sec. circa. Il centro storico si caratterizza per le strette viuzze con i muri in pietra, capaci di regalare ai visitatori scorci romantici e suggestivi. 
Da visitare: Castello Scaligero – Villa Romana “Grotte di Catullo” – Chiesa di S. Pietro in Mavino – Chiesa di S. Anna della Rocca – Passeggiata delle Muse fino al Lido delle Bionde
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    Sirmione

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    📍 #Sirmione

    Conosciuta da tutti come “la perla delle isole e delle penisole” grazie a Catullo, Sirmione è località rinomata per le note proprietà curative della sua acqua termale. Posta sulla sponda meridionale del Lago di Garda, in corrispondenza di una lunga e sottile penisola che divide i golfi di Desenzano e Peschiera, Sirmione gode di ampia fama grazie a scrittori come Catullo, Stendhal, Lawrence e Goethe che ne hanno celebrato nei loro scritti le bellezze artistiche e ambientali. Ricordata come "Mansio" (insieme di edifici pubblici sottoposti ad un decurione), dopo la caduta dell’Impero romano d’Occidente, Sirmione divenne parte del regno longobardo e, nel corso del XII secolo, ebbe una propria amministrazione dipendente da Verona. Durante la signoria Scaligera, nel sec. XIII, venne cinta da mura e munita dell’imponente Rocca, per poi passare a Venezia nel sec. XV.
    Oltre ad ospitare un centro termale di livello internazionale, offre un ricco patrimonio storico e artistico, che comprende i resti di un’antica villa romana della prima età imperiale, altrimenti nota come le Grotte di Catullo, la Rocca Scaligera e la chiesa di S. Pietro in Mavino, risalente all’VIII sec. circa. Il centro storico si caratterizza per le strette viuzze con i muri in pietra, capaci di regalare ai visitatori scorci romantici e suggestivi.
    Da visitare: Castello Scaligero – Villa Romana “Grotte di Catullo” – Chiesa di S. Pietro in Mavino – Chiesa di S. Anna della Rocca – Passeggiata delle Muse fino al Lido delle Bionde

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  •  23,831  132  15 October, 2019
  • 📷 @ilhan1077
📍#Toscana
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La Toscana è passata attraverso più di 2000 anni di storia: è stata abitata dal misterioso popolo degli Etruschi e dalla grande civiltà romana, ha visto nascere il Rinascimento ed alcuni dei più celebri artisti, letterati e scienziati del passato. La Toscana per questo conserva un patrimonio storico-artistico e letterario unico al mondo.
Vi sono tanti ottimi motivi per scegliere di visitare la Toscana.Molti decidono di trascorrere il loro soggiorno in Toscana per poterne apprezzare la straordinaria offerta artistica e culturale, mentre altri preferiscono una vacanza nella natura degli splendidi paesaggi toscani. Gli amanti della buona tavola e appassionati dei vini vengono in Toscana per poter gustare i sapori semplici e genuini dei piatti e dei vini locali. Chi ama camminare invece sceglie i sentieri delle montagne, i ciclisti le colline curvose, gli amanti del mare le coste e le isole. Gli studenti stranieri scelgono infine la Toscana per imparare la lingua e la cultura italiana.
Ci sono talmente tante cose interessanti da fare e vedere in Toscana che talvolta è difficile scegliere da dove iniziare. Certamente Firenze, Siena e Pisa sono tra le mete principali, ma la lista delle "città d'arte" toscane è molto più lunga e comprende anche Arezzo, Cortona, San Gimignano e Lucca, solo per citarne alcune.
Speriamo che la nostra guida vi sarà utile nell' organizzare il vostro prossimo viaggio alla scoperta della Toscana , certi che più la conoscerete e più sembrerà anche a voi meravigliosa.
Approfondisci la conoscenza del territorio  ammirando altre splendide foto come  questa, seguendo la community @ig_toscana_
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    Tuscany

    📷 @ilhan1077
    📍 #Toscana

    La Toscana è passata attraverso più di 2000 anni di storia: è stata abitata dal misterioso popolo degli Etruschi e dalla grande civiltà romana, ha visto nascere il Rinascimento ed alcuni dei più celebri artisti, letterati e scienziati del passato. La Toscana per questo conserva un patrimonio storico-artistico e letterario unico al mondo.
    Vi sono tanti ottimi motivi per scegliere di visitare la Toscana.Molti decidono di trascorrere il loro soggiorno in Toscana per poterne apprezzare la straordinaria offerta artistica e culturale, mentre altri preferiscono una vacanza nella natura degli splendidi paesaggi toscani. Gli amanti della buona tavola e appassionati dei vini vengono in Toscana per poter gustare i sapori semplici e genuini dei piatti e dei vini locali. Chi ama camminare invece sceglie i sentieri delle montagne, i ciclisti le colline curvose, gli amanti del mare le coste e le isole. Gli studenti stranieri scelgono infine la Toscana per imparare la lingua e la cultura italiana.
    Ci sono talmente tante cose interessanti da fare e vedere in Toscana che talvolta è difficile scegliere da dove iniziare. Certamente Firenze, Siena e Pisa sono tra le mete principali, ma la lista delle "città d'arte" toscane è molto più lunga e comprende anche Arezzo, Cortona, San Gimignano e Lucca, solo per citarne alcune.
    Speriamo che la nostra guida vi sarà utile nell' organizzare il vostro prossimo viaggio alla scoperta della Toscana , certi che più la conoscerete e più sembrerà anche a voi meravigliosa.
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  •  17,455  101  14 hours ago
  • 📷 @@_andreacrs_
📍#Palermo
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Fondata come Ziz (fiore) dai Fenici quasi 3.000 anni fa, Palermo oggi è il risultato della sua storia millenaria e dello straordinario melting pot che l’ha caratterizzata.
La città è uno splendido mix d’arte, fra resti di mura puniche, ville liberty, residenze arabo-normanne, chiese barocche e teatri neoclassici.

Sin dall’antichità, è stata mèta privilegiata per gli uomini, soprattutto grazie alla presenza dei due fiumi Kemonia e Papireto. La prima vera e propria conquista della città è quella romana, giunta per sostituire la presenza dei Cartaginesi.
Palermo diventa così porto strategico del Mediterraneo e vive un periodo tranquillo fino alle invasioni barbariche.
Con i Bizantini e Belisario la città viene restaurata e l’isola diventa una provincia periferica dell’Impero d’Oriente.
Palermo rinasce come capitale con la conquista musulmana dall’827, che porta moschee e agrumeti nella città. Lo sviluppo economico dura finchè non iniziano le lotte interne, che agevolano l’invasione e la conquista normanna nel 1072.
Palermo resta capitale, prima della Gran Contea di Sicilia e poi del Regno di Sicilia.
Con Federico II Palermo vive il periodo più florido e gode della costruzione di chiese e cappelle (la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana e la Cappella Palatina).
Con la morte di Federico II, il potere del regno si sposta da Palermo a Napoli con Carlo d’Angiò. Intanto a Palermo nel 1282 inizia la guerra del Vespro contro i francesi, che durerà quasi un secolo.

Successivamente, la città diventa di nuovo capitale sotto il dominio aragonese fino al XV secolo, in cui passerà agli Spagnoli come vicereame.
Carlo V degli Asburgo di Spagna utilizzò Palermo come centro strategico contro gli Ottomani e assicurò alla città un dominio dal bilancio positivo.
Il Trattato di Utrecht del 1713 mette fine alla successione delle dinastie spagnole.
Mentre con i Borboni subentrati nel 1734 i regni di Napoli e Sicilia restano separati, nel 1816 Napoli diventa capitale nel Regno unificato delle Due Sicilie. Non mancarono rivolte separatiste da parte dei Siciliani.
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    Palermo, Italy

    📷 @@_andreacrs_
    📍 #Palermo

    Fondata come Ziz (fiore) dai Fenici quasi 3.000 anni fa, Palermo oggi è il risultato della sua storia millenaria e dello straordinario melting pot che l’ha caratterizzata.
    La città è uno splendido mix d’arte, fra resti di mura puniche, ville liberty, residenze arabo-normanne, chiese barocche e teatri neoclassici.

    Sin dall’antichità, è stata mèta privilegiata per gli uomini, soprattutto grazie alla presenza dei due fiumi Kemonia e Papireto. La prima vera e propria conquista della città è quella romana, giunta per sostituire la presenza dei Cartaginesi.
    Palermo diventa così porto strategico del Mediterraneo e vive un periodo tranquillo fino alle invasioni barbariche.
    Con i Bizantini e Belisario la città viene restaurata e l’isola diventa una provincia periferica dell’Impero d’Oriente.
    Palermo rinasce come capitale con la conquista musulmana dall’827, che porta moschee e agrumeti nella città. Lo sviluppo economico dura finchè non iniziano le lotte interne, che agevolano l’invasione e la conquista normanna nel 1072.
    Palermo resta capitale, prima della Gran Contea di Sicilia e poi del Regno di Sicilia.
    Con Federico II Palermo vive il periodo più florido e gode della costruzione di chiese e cappelle (la chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio o della Martorana e la Cappella Palatina).
    Con la morte di Federico II, il potere del regno si sposta da Palermo a Napoli con Carlo d’Angiò. Intanto a Palermo nel 1282 inizia la guerra del Vespro contro i francesi, che durerà quasi un secolo.

    Successivamente, la città diventa di nuovo capitale sotto il dominio aragonese fino al XV secolo, in cui passerà agli Spagnoli come vicereame.
    Carlo V degli Asburgo di Spagna utilizzò Palermo come centro strategico contro gli Ottomani e assicurò alla città un dominio dal bilancio positivo.
    Il Trattato di Utrecht del 1713 mette fine alla successione delle dinastie spagnole.
    Mentre con i Borboni subentrati nel 1734 i regni di Napoli e Sicilia restano separati, nel 1816 Napoli diventa capitale nel Regno unificato delle Due Sicilie. Non mancarono rivolte separatiste da parte dei Siciliani.

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  •  12,666  62  16 hours ago
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📍#Chianalea
Scilla si estende lungo la costa della Calabria tra il mare Tirreno e le pendici dell’Aspromonte.

La storia millenaria di Scilla si perde nel mito e nella leggenda e giè Omero narrava del passaggio della nave di Ulisse tra Scilla mostruosa e Cariddi vorace. Scilla è il mostro a sei teste e un ventre da cui spuntano cani furiosi. Essa se ne sta nascosta nelle cavità della roccia sullo stretto, scrutando le prede nel mare. Oggi la sua figura appare come emblema del comune di Scilla, rappresentata come sirena che termina con una doppia coda di pesce.
L’antico borgo di Chianalea è il quartiere caratteristico del paese: un borgo di pescatori non imbalsamato a scopo turistico ma che ancora vive dell’attività della pesca. Chianalea deriva il suo nome da Canalea, perché le piccole case che sorgono direttamente sugli scogli sono separate le une dalle altre da piccole viuzze, simili a canali, che scendono direttamente nel mare Tirreno.
Passeggiando tra le suggestive viuzze è facile incontrare pescatori che, sotto casa, costruiscono le reti per la pesca, apportano piccole riparazioni alle barche o si preparano a partire per affrontare una nuova giornata in mare. Chianalea, questo antico borgo marinaio, così magico da incantare persino Renato Guttuso e diventare fonte d’ispirazione di tante sue opere. Le onde del Tirreno penetrano sin quasi dentro le abitazioni che sono continuamente sottoposte alla forza d’urto delle acque; di notte il silenzio amplifica il suggestivo rumore dei “colpi” di mare che costituisce il sottofondo musicale della vita a Chianalea. Le antiche fontane, sparse qua e là, le piazze e le chiese, ognuna con la propria storia, gli scogli e le rocce che si frantumano nel mare, offrono un paesaggio naturale di grande bellezza, vigilato dall’austero Castello dei Ruffo, sulla rocca che è la stessa del mostro omerico.
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    Chianalea - Scilla

    📷 @@carlo_audino
    📍 #Chianalea
    Scilla si estende lungo la costa della Calabria tra il mare Tirreno e le pendici dell’Aspromonte.

    La storia millenaria di Scilla si perde nel mito e nella leggenda e giè Omero narrava del passaggio della nave di Ulisse tra Scilla mostruosa e Cariddi vorace. Scilla è il mostro a sei teste e un ventre da cui spuntano cani furiosi. Essa se ne sta nascosta nelle cavità della roccia sullo stretto, scrutando le prede nel mare. Oggi la sua figura appare come emblema del comune di Scilla, rappresentata come sirena che termina con una doppia coda di pesce.
    L’antico borgo di Chianalea è il quartiere caratteristico del paese: un borgo di pescatori non imbalsamato a scopo turistico ma che ancora vive dell’attività della pesca. Chianalea deriva il suo nome da Canalea, perché le piccole case che sorgono direttamente sugli scogli sono separate le une dalle altre da piccole viuzze, simili a canali, che scendono direttamente nel mare Tirreno.
    Passeggiando tra le suggestive viuzze è facile incontrare pescatori che, sotto casa, costruiscono le reti per la pesca, apportano piccole riparazioni alle barche o si preparano a partire per affrontare una nuova giornata in mare. Chianalea, questo antico borgo marinaio, così magico da incantare persino Renato Guttuso e diventare fonte d’ispirazione di tante sue opere. Le onde del Tirreno penetrano sin quasi dentro le abitazioni che sono continuamente sottoposte alla forza d’urto delle acque; di notte il silenzio amplifica il suggestivo rumore dei “colpi” di mare che costituisce il sottofondo musicale della vita a Chianalea. Le antiche fontane, sparse qua e là, le piazze e le chiese, ognuna con la propria storia, gli scogli e le rocce che si frantumano nel mare, offrono un paesaggio naturale di grande bellezza, vigilato dall’austero Castello dei Ruffo, sulla rocca che è la stessa del mostro omerico.
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  •  13,960  55  13 hours ago