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  • Buongiorno ragazzi oggi vi mostriamo un mito di casa alfa romeo la tzi.

La prima versione della "TZ" è spesso chiamata impropriamente "TZ1", per distinguerla dalla successiva "TZ2".
Progettata in Alfa Romeo da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso, la "TZ" è stata prodotta in collaborazione con l'Autodelta, che provvedeva all'elaborazione dei propulsori a all'assemblaggio, con la SAI Ambrosini, incaricata di realizzare i telai tubolari, e con la Zagato, incaricata di formare la carrozzeria con struttura tubolare, concettuale evoluzione della Giulietta SZ coda tronca.

Montava il motore bialbero Alfa Romeo con cilindrata di 1570 cm³ derivato da quello della Giulia TI a doppio albero a camme, alimentato con due carburatori orizzontali doppio corpo Weber da 45 DCOE erogava una potenza di 112 bhp (82 kW) a 6500 giri/minuto (nel modello stradale), che arrivarono fino a 160 bhp (118 kW) nelle versioni elaborate per le competizioni.

Il telaio era tubolare in acciaio al nickel-cromo con sezioni che variavano tra i 20 e i 30 mm dal peso di 62 kg, abbinato all'affidabile meccanica della Giulia, freni a disco sulle quattro ruote, cerchi ruota in lega di magnesio e sospensioni indipendenti, contenendo il peso in soli 660 kg, raggiungendo una velocità massima superiore a 215 km/h.
#alfaromeoesposizione #alfaromeo #alfaromeotz #tz #nanatzunotaizai #tzuno #duetz #unotz #sattapuliga #busso #anni60 #lameccanicadelleemozioni #biscioneitaly #biscione #ilbiscione #cuorealfista #cuoresportivo #cuore #quadrifoglio #verde #telaiotubolare
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    Buongiorno ragazzi oggi vi mostriamo un mito di casa alfa romeo la tzi.

    La prima versione della "TZ" è spesso chiamata impropriamente "TZ1", per distinguerla dalla successiva "TZ2".
    Progettata in Alfa Romeo da Orazio Satta Puliga e Giuseppe Busso, la "TZ" è stata prodotta in collaborazione con l'Autodelta, che provvedeva all'elaborazione dei propulsori a all'assemblaggio, con la SAI Ambrosini, incaricata di realizzare i telai tubolari, e con la Zagato, incaricata di formare la carrozzeria con struttura tubolare, concettuale evoluzione della Giulietta SZ coda tronca.

    Montava il motore bialbero Alfa Romeo con cilindrata di 1570 cm³ derivato da quello della Giulia TI a doppio albero a camme, alimentato con due carburatori orizzontali doppio corpo Weber da 45 DCOE erogava una potenza di 112 bhp (82 kW) a 6500 giri/minuto (nel modello stradale), che arrivarono fino a 160 bhp (118 kW) nelle versioni elaborate per le competizioni.

    Il telaio era tubolare in acciaio al nickel-cromo con sezioni che variavano tra i 20 e i 30 mm dal peso di 62 kg, abbinato all'affidabile meccanica della Giulia, freni a disco sulle quattro ruote, cerchi ruota in lega di magnesio e sospensioni indipendenti, contenendo il peso in soli 660 kg, raggiungendo una velocità massima superiore a 215 km/h.
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  •  151  13  5 June, 2019